CHEFCHAOUEN ... QUELLA VOLTA CHE ...

Pubblicato il 11 marzo 2026 alle ore 12:43

abbiamo rischiato di venire arrestati in Marocco 

Come canta il buon Achille Lauro:
“Ci siam cascati di nuovo… oh oh ooohhh siiiiiiiiii”

E infatti sì ! Siamo tornati in MAROCCO per concludere quello che avevamo lasciato in sospeso tre anni fa: esplorare il nord del paese chilometro dopo chilometro!

 

Questa volta ci aspettavano i tesori di ASILAH, TANGERI e, come pezzo forte del viaggio,

la PERLA BLU 💎:  CHEFCHAOUEN, una delle città più iconiche del Marocco del Nord e tra le mete più fotografate da chi decide di visitare il paese in autonomia.

 

Per rimanere in tema cromatico ritiriamo all’aeroporto una stilosissima Geely color puffo 💙🚗
(ndr: uno dei marchi automobilistici più diffusi in Cina… e ora anche protagonista del nostro destino).

 

Una macchina blu per andare nella città blu.
Coerenza cromatica livello interior designer zen.

 

Chiave girata, playlist pronta, entusiasmo alle stelle.

 

E partiamo di nuovo alla scoperta del nord del Marocco… ben consci delle insidie che le sue strade possono riservare.

 


🚗 GUIDARE IN MAROCCO: TRA AVVENTURA E SOPRAVVIVENZA

 

Diciamolo subito: guidare in Marocco non è difficile.

 

È… CREATIVO!

 

In città le corsie sono più suggerimenti filosofici che regole.
Le precedenze interpretazioni artistiche.
I clacson una forma diffusa di linguaggio emotivo.

 

Appena esci dai centri abitati però succede qualcosa di magico:
il traffico sparisce, le strade si allungano tra montagne e campagne e guidare diventa quasi meditativo.

Quasi.

Perché tra le possibili sorprese potresti incontrare:

 

  • un gregge che attraversa con calma olimpica la strada 🐑🐑🐑
  • un motorino con sopra cinque persone e una bombola del gas 🛵
  • un camion a 30 km/h ma convinto di guidare una Formula 1 🏎️ 

Ma soprattutto puoi incontrare loro: 

 

I POSTI DI BLOCCO ! 👮 🚓

 

E sono ovunque.

 

Alle rotonde.
All’ingresso dei paesi.
Furbescamente nascosti dietro ogni cartello di riduzione di velocità.

 

Tipo quei simpatici passaggi da 80 km/h a 20 km/h piazzati alla fine di una discesa dove per rallentare in tempo ti viene quasi voglia di inserire la retro.

 

E sono armati.

Sì.

Di AUTOVELOX !

 

E non ci scappi.

 

Se stai pensando di noleggiare un’auto e guidare in Marocco, sappi quindi che i controlli sono frequenti e i limiti di velocità vengono fatti rispettare con grande precisione.

 


💸 IL NOSTRO PRECEDENTE PENALE (STRADALE)

 

Nel nostro primo viaggio in Marocco, nella prima mezz’ora di guida, siamo riusciti a collezionare:

 

DUE MULTE .... in TRENTA MINUTI.

 

Da quel momento i cartelli stradali sono diventati il nostro mantra: 

 

-Dune di Merzouga all’orizzonte?
Macché. Guarda lì: 40 km/h.

-La collina di Ait Ben Haddou sulla destra?
No, lì c’è un 60 – 80 – 40 in dieci metri.

-“Gira a destra che entriamo nelle gole del Todra!”

“Senti… falla in retro che non te la possono contestare.”

 


👀 MISSIONE: NON PRENDERE MULTE

 

Quindi per questo viaggio eravamo prontissimi.

 

Occhi puntati sui cartelli!

 

E infatti i giorni filarono lisci…
fino alla gita a CHEFCHAOUEN.

 

Due ore di macchina da Tangeri e un numero illimitato di rotonde e posti di blocco.

 

All’andata sfatiamo anche il mito che i turisti vengano fermati per forza.

Passavamo davanti alla polizia a 10 km/h.
Io quasi scendevo a spingere la macchina.

Sorriso a 800 denti.
Cenno del capo.
“Salaam aleikum.”

 

E via!

 

Tutto tranquillo.

 

Finché non arriviamo a Chefchaouen.

 


💙 IL MOMENTO DEL PANICO

 

Arrivati a destinazione passo il mio zaino al mio fidanzato-autista.

 

-“Stai attento: lì dentro ho tutto.
Passaporto, portafoglio, mentine… pinzetta per le sopracciglia.”

 

Lui risponde serafico:

 

-“Ah… tu hai portato il passaporto?
Io l’ho lasciato in stanza.”

 

SILENZIO ...

 

-“Bella battuta. Scherzi, vero?”

-“No… almeno non rischio di perderlo.”

 

In quel momento mi si è gelato il sangue.

 

Per guidare in Marocco basta la patente italiana…

Ma l'auto viene affidata solo presentando anche il passaporto originale, collegato al contratto di noleggio.

E ovviamente bisogna averlo con sé in caso di controllo delle autorità.

 

Io questo lo so e da brava travel designer maniaca del controllo, penso di avere una copia del passaporto anche tatuata sulla schiena.

 

Il mio compagno di viaggio invece…
a questo giro ha deciso di ignorare completamente la questione.

 


😱 IL FILM NELLA MIA TESTA

 

Visto il numero di posti di blocco incontrati all’andata, e immaginando che il bonus fortuna ce lo fossimo già giocati ,ho iniziato a pensare che al rientro sarebbe stato impossibile non essere fermati. 

La mia mente ha cominciato quindi  a costruire scenari apocalittici:

 

  • fermo della macchina a 100 km dall’aeroporto 
  • riconoscimento al commissariato 
  • messaggi all’ambasciata 
  • telegrammi alla Farnesina 
  • prigione marocchina a vita 
  • venduti come schiavi a qualche tribù berbera

 

Nel frattempo cercavo di capire se fosse meglio spiegare tutto al posto di blocco in un mix di inglese, spagnolo, francese e gesti mostrando prove della nostra innocenza tra contratti, foto di passaporti sullo smartphone , biglietti aerei e tentativi di corruzione ……oppure abbandonare lì il mio compagno di viaggio e tornare in Italia da sola ... tanto, alla fine, era lui quello senza documenti.

 


🧘‍♂️ LA FILOSOFIA DEL MIO DRIVER

 

Lui invece?

 

Serafico.

 

Guardava le case di Chefchaouen chiedendosi quanto costassero al mq  quasi tentato di non spostare più la nostra puffocar blu e rifarsi una vita lì.

 


🛣️ IL RIENTRO

 

Non vi dico la mia ansia durante il viaggio di ritorno.

 

E lo sciallo suo, versione: “Donami la forza di accettare le cose che non posso cambiare.”

 

Alla fine siamo arrivati a Tangeri.

 

Senza subire nemmeno un controllo.

 


✈️ MORALE DELLA FAVOLA

 

  • Controllate sempre di avere tutti i documenti con voi 
  • Ricordatelo anche ai vostri compagni di viaggio 
  • Fate sempre un’assicurazione di viaggio che possa darvi assistenza o consulenza  in caso di problemi 

 

E ogni tanto provate anche voi a fare come il mio driver travel-princess:

Mentre io passavo il pomeriggio a immaginare scenari catastrofici… lui si è semplicemente goduto la giornata accettando di affrontare il problema solo se si fosse presentato davvero.

 

E forse, a pensarci bene, questa è una delle lezioni di viaggio più utili che il Marocco mi abbia insegnato.

 

(Subito dopo quella di rispettare i limiti di velocità!)

 

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